Kirtan Kriya è considerata una delle meditazioni più complete del Kundalini Yoga, una pratica sonora che utilizza cinque suoni primordiali per lavorare sulla mente e sostenere l’intuizione. Definito da Yogi Bhajan come una meditazione fondamentale, il Kirtan Kriya (spesso noto come meditazione Sa Ta Na Ma) è tradizionalmente descritto come una pratica che coinvolge suono, respiro e movimento delle mani insieme.
I cinque suoni primordiali secondo la tradizione
Il cuore di questa pratica risiede nel Panj Shabad, il mantra composto dai suoni seminali S, T, N, M più il suono A che li accompagna. Nella tradizione del Kundalini Yoga, ogni sillaba rappresenta simbolicamente una fase del ciclo dell’esistenza:
- SA: l’Infinito, l’inizio.
- TA: la vita, la manifestazione.
- NA: il cambiamento, la trasformazione.
- MA: la rinascita.
Yogi Bhajan insegnava che vibrando questi suoni, ci si sintonizza simbolicamente sul ciclo della vita, sostenendo la capacità di attraversare i cambiamenti con più apertura invece di opporre resistenza.
I mudra e la visualizzazione a “L”
L’efficacia del Kirtan Kriya, secondo la tradizione, deriva anche dalla combinazione del suono con precisi movimenti delle dita (Mudra):
- Indice: associato a conoscenza ed espansione.
- Medio: associato a pazienza e disciplina.
- Anulare: associato a vitalità ed energia.
- Mignolo: associato alla capacità di comunicazione.
Una parte tecnica della pratica prevede una visualizzazione a forma di “L”: si immagina il suono che entra dalla sommità della testa e viene proiettato fuori attraverso il punto tra le sopracciglia verso l’infinito. Si insegna che questa visualizzazione accompagni un lavoro di concentrazione profonda.
I tre linguaggi della coscienza
La meditazione segue una sequenza che alterna tre diversi livelli di espressione sonora, descritti da Yogi Bhajan come i “tre linguaggi della coscienza”:
- Voce alta: il linguaggio per comunicare con il mondo esterno.
- Sussurro: un linguaggio più intimo, per lavorare sulle emozioni.
- Silenzio mentale: per connettersi con uno spazio interiore più profondo.
Tradizionalmente, in una sessione completa di circa 31 minuti, si praticano alcuni minuti a voce alta, alcuni in sussurro, un periodo più lungo in silenzio, poi di nuovo in sussurro e infine a voce alta. Si insegna che questa progressione aiuti ad accompagnare la mente attraverso diversi livelli di profondità.
Come eseguire il Kirtan Kriya
- Postura: siedi con la schiena dritta e le mani appoggiate sulle ginocchia.
- Mantra e mudra: canta Sa Ta Na Ma toccando ritmicamente i polpastrelli con il pollice: indice su Sa, medio su Ta, anulare su Na, mignolo su Ma.
- Focus: chiudi gli occhi e concentrati sul punto tra le sopracciglia.
- Chiusura: inspira profondamente, allunga le braccia verso l’alto aprendo bene le dita, e rilascia con un respiro profondo.
Il Kirtan Kriya è descritto nella tradizione come una pratica di riferimento a cui tornare con costanza. Praticandolo regolarmente, si insegna che possa accompagnare, nel tempo, una maggiore chiarezza mentale nell’affrontare le sfide quotidiane.
Questo articolo fa parte della Guida al Kundalini Yoga secondo Yogi Bhajan, dove trovi tutti gli approfondimenti su mantra, respirazioni, mudra e kriya.
Il Kirtan Kriya si impara facendolo: undici minuti al giorno cambiano più di undici articoli letti. Lo pratichiamo insieme nei corsi di Kundalini Yoga in presenza a Cento e a San Giovanni in Persiceto, e lo trovi guidato passo passo nei video corsi online.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads







