Prana e Apana sono le due forze energetiche descritte nel Kundalini Yoga come fondamentali per l’esistenza umana: il Prana rappresenta l’energia vitale associata al respiro, mentre l’Apana è l’energia collegata ai processi di eliminazione e rilascio del corpo. Secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan, gran parte del lavoro yogico consiste nell’imparare a equilibrare e unire queste due polarità al centro dell’ombelico.
Prana: il soffio della vita (Pavan Guru)
Nella visione del Kundalini Yoga, il Prana non è solo l’ossigeno, ma l’essenza vitale contenuta nel respiro, spesso definita Pavan Guru, il maestro del respiro. Si insegna che il Prana entri nel corpo attraverso l’inspirazione e si accumuli principalmente nei centri superiori e nel cuore. Yogi Bhajan spiegava che il Prana è tradizionalmente associato all’espansione e alla vitalità. Una riserva percepita come abbondante di Prana è, secondo la tradizione, collegata a un sistema nervoso più stabile e a una mente più chiara.
Apana: la forza della rimozione
L’Apana è la forza energetica discendente, responsabile simbolicamente dell’eliminazione delle scorie fisiche, mentali ed emotive. Nella tradizione si insegna che l’Apana risieda nei chakra inferiori e sia collegata alle funzioni di eliminazione del corpo. Yogi Bhajan sottolineava l’importanza di una forza eliminativa efficiente per il benessere generale. Si insegna che un Apana percepito come sbilanciato possa essere collegato a sentimenti di insicurezza o disagio interiore. La padronanza dell’Apana è, nella tradizione, considerata utile per accompagnare il rilascio di vecchi schemi mentali.
L’unione all’ombelico secondo la tradizione
Il cuore della tecnologia del Kundalini Yoga è, secondo l’insegnamento, l’unione di queste due forze. Normalmente il Prana si muove verso l’alto e l’Apana verso il basso. Attraverso tecniche specifiche come le ritenzioni del respiro e i blocchi muscolari (Bandha), la pratica propone di lavorare su questo flusso. Yogi Bhajan insegnava che portando simbolicamente il Prana verso il basso e l’Apana verso l’alto, essi si incontrino al punto dell’ombelico (Nabhi Chakra). Questa unione genera, secondo la tradizione, un calore psichico chiamato Tapa, centrale nel percorso di risveglio della Kundalini.
Strumenti pratici per lavorare sull’equilibrio
La tradizione offre alcuni strumenti pratici per lavorare su questo equilibrio:
- Respirazione profonda: per sostenere il Prana e accompagnare uno stato di calma.
- Mulbandh (Root Lock): la contrazione alla base della colonna, tradizionalmente usata per richiamare l’Apana verso l’alto.
- Respiro di Fuoco: una tecnica rapida tradizionalmente associata al lavoro su entrambe le forze.
Si insegna che chi lavora con costanza sull’equilibrio tra Prana e Apana sviluppi, secondo la tradizione, un maggiore senso di flusso interiore, dove ricezione e rilascio trovano un’armonia più naturale.
In conclusione, Prana e Apana sono descritti nella tradizione come le due polarità della nostra energia vitale. Imparare a lavorare su di esse attraverso lo yoga è, secondo il Kundalini Yoga, un percorso che accompagna verso una maggiore pienezza interiore.
Questo articolo fa parte della Guida al Kundalini Yoga secondo Yogi Bhajan, dove trovi tutti gli approfondimenti su mantra, respirazioni, mudra e kriya.
Prana e apana si incontrano solo nella pratica: sono i bandha e il respiro a farli lavorare insieme, non la teoria. Li alleniamo nei corsi in presenza a Cento e a San Giovanni in Persiceto e nei video corsi online.
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