Cantare l’Adi Mantra “Ong Namo Guru Dev Namo” è l’atto fondamentale che apre ogni sessione di Kundalini Yoga, servendo a sintonizzare il praticante con la propria saggezza interiore e con la guida universale. Questo antico suono non è una preghiera religiosa, ma una formula tecnica che, secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan, stabilisce una connessione immediata con la “Catena d’Oro”, una linea ininterrotta di maestri e cercatori che hanno preservato questa tecnologia attraverso i secoli.
La connessione con la Catena d’Oro
Nella tradizione del Kundalini Yoga si insegna che nessuno è mai solo durante la pratica. Recitando l’Adi Mantra, ci connettiamo spiritualmente a tutti coloro che hanno praticato prima di noi, attingendo a un serbatoio collettivo di consapevolezza. Yogi Bhajan spiegava che questa “Catena d’Oro” agisce come uno scudo energetico e una guida invisibile, assicurando che l’energia risvegliata durante la sessione sia diretta verso la guarigione e l’elevazione, piuttosto che verso l’ego o la confusione mentale. Sintonizzarsi significa letteralmente “chiamare la fonte” per ricevere il segnale corretto, preparando il sistema nervoso a ricevere le frequenze più elevate che la pratica andrà a generare.
Il significato vibratorio delle parole
Ognuna delle sillabe dell’Adi Mantra ha, secondo la tradizione, un impatto specifico sul corpo e sulla mente attraverso la scienza del Naad Yoga. “Ong” rappresenta l’Energia Creativa Infinita in azione, il suono del Creatore che si manifesta nel mondo fenomenico. A differenza del suono “Om”, che è statico e universale, “Ong” è dinamico e trasformativo. “Namo” significa chinarsi o richiamare con umiltà e riverenza. “Guru” è la forza che porta dall’oscurità (Gu) alla luce (Ru). Infine, “Dev” significa divino o trasparente. Quindi, secondo Yogi Bhajan, quando diciamo “Guru Dev Namo”, stiamo onorando l’insegnante divino che risiede dentro di noi, la parte più pura della nostra stessa coscienza che è in grado di guidarci.
Effetti secondo la tradizione
Oltre al significato spirituale, la tradizione insegna che la recitazione corretta dell’Adi Mantra produce effetti percepibili sul corpo. Yogi Bhajan sottolineava che la vibrazione del suono “Ong”, fatta risuonare nelle cavità craniche e contro il palato superiore, si ritiene stimoli la ghiandola pituitaria. Questa stimolazione, secondo l’insegnamento, aiuterebbe il sistema a prepararsi per l’attività meditativa, favorendo concentrazione e calma. Si insegna che questo processo di sintonizzazione “resetta” il subconscio, eliminando le interferenze mentali della giornata e creando uno spazio ricettivo per il Kriya successivo.
Come eseguire correttamente la sintonizzazione
Per connettersi correttamente alla Catena d’Oro, la tradizione suggerisce una procedura precisa:
- Posizione: Siedi con la colonna vertebrale diritta. Unisci i palmi delle mani in Mudra della Preghiera, premendo le nocche dei pollici contro lo sterno (il centro del cuore).
- Focus: Chiudi gli occhi e concentrati sul punto tra le sopracciglia (Terzo Occhio).
- Respiro: Prendi un respiro profondo. Espirando, canta l’intero mantra in un unico fiato, se possibile.
- Vibrazione: Fai risuonare il suono “Ong” nel naso e nella parte superiore della testa. “Namo” è breve. “Guru” è vibrato profondamente. “Dev Namo” chiude la frequenza.
Ripeti il mantra per tre o cinque volte. Nella tradizione si insegna che questa pratica accompagni il praticante con la saggezza dei maestri lungo ogni movimento e ogni respiro della sessione.
In conclusione, l’Adi Mantra è la chiave che apre la porta della consapevolezza. Non è solo un rito, ma un pilastro tecnologico che trasforma una semplice sequenza di esercizi in un viaggio verso la scoperta del proprio Sé.
Questo articolo fa parte della Guida al Kundalini Yoga secondo Yogi Bhajan, dove trovi tutti gli approfondimenti su mantra, respirazioni, mudra e kriya.
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